CHIESA, SACRAMENTO UNIVERSALE DELLA SALVEZZA – 02

Il tema dei sacramenti è assai complesso da spiegare senza basi solide e senza la comprensione esatta dei termini utilizzati sia nella spiegazione teorica sia nella ritualità liturgica.

Ci siamo abituati a sentire espressioni, parole e concetti che diamo per scontati: evitiamo di metterci la domanda di cosa essi possano significare come se non ci fosse la necessità o come se ciò che sappiamo sia ormai sufficiente per la nostra cultura di fede.

Dobbiamo però essere consapevoli che tutto quello che abbiamo appreso durante gli anni del nostro catechismo per i sacramenti è soltanto una presentazione veloce ed elementare della fede in Gesù Cristo; una presentazione infantile ancora priva dell’esperienza della vita.

Nel momento in cui noi proviamo a parlare di sacramenti senza esperienza di vita e senza una minima conoscenza della storia del nostro cristianesimo non siamo in grado di mostrare alcun senso e ci rifugiamo perlopiù in un ritualismo dogmatico pieno di magie, segni pieni di emozioni e vuoti di significato.

A mio parere, nel nostro modo di vivere la Chiesa, nella stragrande maggioranza dei cristiani cattolici non c’è alcuna intenzione di approfondire il valore e il significato della nostra fede, come se ciò fosse tempo perso e rubato alle “normali attività della vita” quali il lavoro, gli amici, una festa di compleanno, un film al cinema, una serata davanti alla televisione…

In realtà tutto questo potrebbe avere un valore ancora più grande, potrebbe essere espressione di felicità e crescita umana se, aggiustando la gerarchia dei valori, provassimo a viverlo dentro una comprensione consapevole della nostra esistenza.

Per me ricordare quanto detto sopra, come introduzione, è assolutamente necessario per riuscire a vedere la Chiesa come Sacramento di Salvezza nel suo aspetto dinamico e vivo.

Con il tempo siamo riusciti a ridurre i sacramenti al ritualismo senza missione e senza concretezza. Il sacramento della Cresima è l’esempio più forte e caratteristico. Lì finisce tutto. Non segue nessuna missione, nessun impegno per e nella Chiesa. Quando ciò avviene è per altre motivazioni (famiglia impegnata, intelligenza, curiosità, sensibilità), solo raramente in seguito ad un’esperienza viva del sacramento ricevuto.

In definitiva dobbiamo recuperare il significato della parola sacramento, in primo luogo riferendoci a Cristo (Sacramento Originario della Salvezza) e quindi alla Chiesa.

Dovremmo far precedere i riti dalla nostra esperienza storica e dalle nostre storie di vita.

Don Gianni

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