La bellezza del vivere insieme
La bellezza del vivere insieme
Incontrare gente per strada e fermarsi a scambiare due chiacchiere, confrontarsi sulle stagioni che non conoscono più le vie di mezzo o su un lavoro venuto bene nonostante tutto. Semplicemente salutarsi con due parole e tirare dritti. Sembra siano cose da paesi e non da città. Rientrare dalla campagna e distribuire parte del raccolto del proprio orticello tra i vicini di casa come segno di attenzione e di condivisione. Semplicemente rientrare dal proprio lavoro e passare a salutare un fratello, una sorella, un parente e bere un bicchiere di vino insieme. Sembra siano cose da paese e non da città. Organizzare in pochi minuti un uscita per tutta la famiglia e con altre famiglie, fermare un ospite a pranzo o a cena a casa propria senza preoccuparsi di tirar fuori il sevizio buono; o magari darsi appuntamento per il sabato mattina per dare un aiuto in un lavoretto di casa. Sembrano cose da paese e non da città. Sembrano, ma in realtà hanno dei contenuti forti. Paese o città non cambia nulla se dietro c’è un’idea di solidarietà che garantisce sopravvivenza in qualunque situazione della vita, se c’è la consapevolezza che l’altra persona va soccorsa perché un domani i ruoli si potrebbero invertire.
Perché mi fermo su questi pensieri? Perché una comunità viva arriva alla preghiera insieme e alla celebrazione del giorno del Signore dopo un’esperienza di comunione concreta, semplice e reale. Non serve far finta di essere comunità, è molto più utile essere una comunità povera e capace di condivisione degli spazi e dei tempi.
Non c’è dubbio sul fatto che tutto ciò deve ruotare intorno ad un perno abbastanza solido, come non c’è dubbio che questo perno può essere la parrocchia. Ma è altrettanto vero che la parrocchia la costruiamo nel tempo, scoprendo la bellezze del vivere insieme.
Don Gianni