Affresco raffigurante Gesù nel Tempio

Meditazioni Terza settimana di Quaresima

­PER VIVERE LA QUARESIMA

Affresco raffigurante Gesù nel Tempio

MEDITAZIONI SUL VANGELO DEL GIORNO PER VIVERE LA PAROLA

  • Lunedi 24 marzo – Vigilia dell’Annunciazione del Signore

L’Annunciazione è una solennità del Signore. Il profeta Isaia aveva annunciato questo segno: una vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emanuele, cioè Dio con noi. Quella Vergine è Maria. L’arcangelo Gabriele le comunica che il Verbo Eterno si fa uomo nel suo grembo verginale. Questa solennità, che celebriamo nove mesi prima del Natale ci collega con la nascita di Gesù, ma allo stesso tempo ci orienta verso il mistero della Pasqua. Il sì dell’incarnazione, Cristo lo porta a compimento sulla croce. Qual’ è, dunque, lo scopo dell’incarnazione? Risponde la Lettera agli Ebrei: «Dopo aver detto: Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato, … soggiunge: «Ecco, io vengo a fare la tua volontà». Cristo compie la volontà del Padre assumendo la natura umana e offrendo il suo corpo sulla croce per cancellare i nostri peccati e santificarci. Maria partecipa alla redenzione del mondo accettando nell’obbedienza della fede il compito della maternità divina ed entrando docilmente nel piano salvifico di Dio.

  • Il Figlio di Dio, scendendo dal suo trono celeste, fa il suo ingresso tra le miserie di questo mondo per salvare ciascuno di noi: tu, quale accoglienza gli riservi? Sei consapevole di aver bisogno di Lui?
  • In Quaresima curi l’incontro con Gesù nella preghiera? lo stai seguendo e ascoltando con la meditazione della sua parola?
  • Martedì 25 marzo – Annunciazione del Signore

Il saluto dell’arcangelo Gabriele a Maria è un invito alla gioia: «Rallégrati piena di grazia». Gioisce Maria e, con lei, gioisce l’umanità intera, perche la promessa della salvezza, per mezzo suo, giunge a compimento. Infatti Maria è chiamata ad essere la madre del Messia. Egli sarà grande e sarà segnato da varie caratteristiche: innanzitutto il nome, Gesù, significa che sarà il salvatore; inoltre sarà Santo, Figlio dell’Altissimo, Re di un regno che non avrà fine, e sarà chiamato Figlio di Dio. Maria, nella sua umiltà, rimane stupita da un tale annuncio e manifesta il suo turbamento, ma l’angelo la rassicura: «Non temere, Maria». Perché, Maria, non devi temere, anzi devi gioire? perché hai trovato grazia presso Dio, perché il Signore è con te, perché lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra Maria dà il suo assenso e si consacra totalmente al progetto salvifico di Dio: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

  • La vocazione di Maria richiama la vocazione che ciascuno di noi ha ricevuto da Dio, cioè un compito da svolgere nella società e nella chiesa. A me, cosa chiede in concreto il Signore?
  • Mi dedico con impegno ad assolvere i miei doveri? Maria si dichiara”serva” del Signore. Io sono docile e obbediente alla volontà di Dio?
  • Mercoledì 26 marzo

Gesù nel Vangelo di oggi afferma: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti ». “Legge e Profeti” è l’espressione che indica l’insieme di tutti gli scritti dell’Antico Testamento, i quali avevano la funzione di preparare il popolo alla venuta di Cristo. Perciò sono testi sacri che ci appartengono, ad essi dobbiamo sommo rispetto e venerazione. Non sono da ignorare, o da abolire, anzi Gesù dice: « non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento». Egli dà compimento non solo nel senso che tutte le profezie su di lui furono puntualmente attuate, ma soprattutto perché perfeziona il senso della Legge antica insegnando che nell’amore a Dio e al prossimo trova il suo fine, il suo culmine e la sua pienezza. San Matteo narra che un giorno un dottore della legge interrogò il Maestro: «Nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. E il secondo poi è simile a quello: amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». (Mt 22,35-40). San Paolo sintetizza così l’insegnamento di Gesù «l’amore è il pieno compimento della Legge» (Rm 13,10)

  • Mosè disse al popolo: «Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica». Durante la Quaresima stai ascoltando e osservando i comandamenti del Signore?
  • L’amore è la pienezza della Legge. Stai vivendo una Quaresima di carità
  • Giovedì 27 marzo (Lc 11, 14-23)

Nel vangelo di oggi san Luca narra che un giorno Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare. Finché l’uomo sta sotto il dominio di Satana, immerso nel peccato, è incapace di udire e proclamare la parola del Signore. Nel battesimo Gesù ha effettuato anche su di noi l’esorcismo per liberarci dal potere del demonio e ci ha inseriti nella Chiesa, che è popolo profetico, abilitato a conoscere e proclamare la sua Parola. Con questo significato il celebrante, nel rito battesimale, tocca le orecchie e le labbra del battezzato. Perciò noi cristiani, in forza del battesimo, siamo annunciatori della Parola di Dio. Qualche versetto più avanti, Gesù ci mette in guardia dalle divisioni, affermando che ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. La divisione nelle famiglie, nella società e nella chiesa è opera diabolica. Infatti “diavolo” significa appunto “colui che divide”. La divisione nelle famiglie e nella società genera conflitto, odio, vendetta, guerra, morte, distruzione. Nella Chiesa è motivo di scandalo, spegne la pietà e distrugge la fede. Gesù nell’ultima cena ha pregato accoratamente il Padre per l’unità: «che tutti siano uno».

  • La Quaresima è tempo di combattimento spirituale, sull’esempio di Gesù che nel deserto ha respinto le tentazioni. Stai vivendo questo tempo di grazia con spirito penitenziale per vincere i tuoi difetti e le tue cattive inclinazioni?
  • Ti adoperi, aiutato dalla grazia del Signore, a sanare i contrasti e le divisioni nella tua famiglia e tra i tuoi parenti? Nella parrocchia sei artefice di unità e di comunione?
  • Venerdì 28 marzo (Os 14,2-10 / Mc 12,28-34)

Al tempo di Gesù la religione ebraica era regolata da oltre 600 precetti. Come muoversi fra tante prescrizioni? Che cosa è veramente importante? Nel vangelo di oggi san Marco racconta che un giorno uno degli scribi domandò a Gesù : «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore». Quindi Egli è l’Assoluto. Non ci sono altri dei. E’ comportamento pagano dare valore assoluto alle cose create. Il profeta Osea, nella Messa di oggi ci dice: «Non chiameremo più “dio nostro” l’opera delle nostre mani». Sarebbe gravissimo peccato di idolatria. Perciò il cristiano non mette la casa, l’auto, il lavoro, le comodità, il divertimento, ecc. prima di Dio, o al posto di Dio. Gesù ci ha ricordato: «amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza». Cioè tutte le potenze del nostro essere devono essere proiettate al riconoscimento, all’adorazione e all’amore a Dio. Accanto a questo comandamento ce n’è un altro: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Nella pratica del duplice comandamento dell’amore sta l’essenza della vita cristiana. Anche la Messa, che è il culmine del nostro culto, senza la pratica di questo comandamento rimane un rito puramente formale.

  • La Quaresima ci chiama a purificare e consolidare la nostra fede. Stai mettendo Dio al centro della tua vita, o ti lasci suggestionare dai beni della terra? Trovi scuse per trascurare i doveri religiosi, la Messa, la preghiera, gli altri impegni della vita spirituale?
  • Stai vivendo la Quaresima come tempo di carità, con atti di aiuto fraterno, condivisione, riconciliazione?

ISTRUZIONI: Questo piccolo sussidio è un aiuto per aiutarvi a vivere il Tempo della Quaresima approfondendo in modo particolare il rapporto con la Parola di Dio. Dopo la lettura del Vangelo, anche durante la Santa Messa, lasciati accompagnare dalla breve riflessione proposta. Le “domande”, che seguono la meditazione, possono essere uno spunto di riflessione per vivere un momento di meditazione. Potresti leggere le domande, o una delle domande, anche durante il momento di ringraziamento dopo la comunione per entrare in dialogo con Gesù.