Una comunità che non si arrende

Sulla parola “comunità” oggi ci si potrebbe fermare a lungo, visto l’ampio uso che si fa di essa. Pensiamo alle tante dimensioni e a tutte le varianti, a tutti i contesti in cui si può parlare di comunità: Comunità Religiosa, Comunità di Recupero, Comunità Civile, Comunità Familiare, etc. Ogni espressione comporta valori nettamente diversi gli uni dagli altri e dinamiche molto particolari, proprie di ogni genere di comunità. Nel nostro contesto, noi parliamo esclusivamente di Comunità Parrocchiale, chiudendo la riflessione nei parametri che riguardano una comunità di fede che non appartiene ad una congregazione religiosa specifica e che perciò non modella la sua vita sull’esempio del convento; non appartiene ad una comunità che ha come fine la guarigione dei suoi membri e ha come mezzo la terapia; non appartiene nemmeno al modello della comunità civile, anche se ci si avvicina molto; Il modello della comunità parrocchiale è il modello stesso di Chiesa che cresce attorno a Cristo, ha come scopo l’annuncio del Vangelo attraverso la crescita del “Corpo di Cristo”. Spiegare questo concetto è indubbiamente difficile, ma è ciò che deve essere recuperato oppure ciò che deve essere sviluppato. Ogni attività, ogni momento di festa, di lutto, di celebrazione, di condivisione segue sempre lo stesso scopo: diventare Corpo di Cristo e con ciò rendersi strumento di annuncio del Vangelo. Fintanto che la chiesa parrocchiale viene considerata l’agenzia religiosa per la distribuzione del “sacro” o il centro di beneficenza del quartiere (che per chi sa quale motivo deve sentirsi obbligato ad elargire ad ampie mani a chiunque ne facesse richiesta, sostituendosi ai doveri dello stato civile) per la distribuzione dei beni di prima necessità, non raggiunge lo scopo per la quale essa è stata istituita. Queste cose appena dette, infatti, non possono essere il fine della comunità ma una naturale conseguenza come anche un mezzo attraverso cui si cerca di raggiungere lo scopo. Ciò significa, in buona sostanza, che sia chi usufruisce dei beni della comunità sia chi li amministra hanno tutti la stessa responsabilità di contribuire alla realizzazione del Corpo di Cristo. Nessuno si deve né si può tagliar fuori. (Continua..)

Don Gianni

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